Presentato a Bienca sabato scorso 26 novembre l’ultimo volume de “L’Escalina”, il primo del 2016 con l’ospite d’onore Andrea Balbo dell’Università di Torino e di quella della Svizzera italiana (Lugano), partendo dall’edizione antologica delle poesie latine ed italiane del chivassese padre scolopio Giuseppe Giacoletti (1803-1865), edizione approntata dal professor Dario Pasero, direttore di “l’Escalina” e pubblicata dall’associazione culturale “I Luoghi e la Storia”, ha percorso, sinteticamente ma esaustivamente,i sentieri della scrittura in latino nel Piemonte ottocentesco e primo novecentesco. 
Si sono sentiti i nomi – forse sconosciuti ai più, ma ben noti agli addetti ai lavori – del brigasco Francesco Lanteri, del cuneese Tommaso Vallauri, del braidese G. B. Gandino, del pinerolese Jacopo Bonacossa, fino ad arrivare ai primi decenni del Novecento con Luigi Luciano e, soprattutto, col vercellese (di Saluggia) Giovanni Faldella, esponente della scapigliatura lombardo-piemontese, romanziere e scrittore, ora diremmo, “di costume”, ma autore anche di una storia del Risorgimento in prosa latina, rimasta inedita fino a pochi anni fa. Il professor Balbo ha sia elogiato il lavoro critico-filolologico di Dario Pasero sia espresso un moderato ottimismo sul ruolo che il latino (ed anche lo scrivere in latino) può ancora avere ai giorni nostri e nell’immediato futuro. Il pubblico ha poi potuto prendere visione in anteprima porta nuovi contributi culturali: Patrizia Deabate, ricercatrice di Alba, svela l’interessante retroscena  che unisce lo scrittore americano dei ruggenti anni Venti, Francis Scott Fitzgerald al Piemonte con “Il mistero di Benjamin Button passa dal Sacro Monte di Oropa”. Un saggio che ricostruisce i rapporti tra lo scrittore americano , l’Italia e la chiesa cattolica che fanno osservare come l’ispiratore del racconto dell’uomo nato vecchio e morto bambino, sia stato il racconto del poeta torinese Giulio Giannelli, morto poi a Roma di tisi ad appena trentacinque anni, ”Pipino, nato vecchio e morto bambino” che pubblicò nel 1910. Francis Scott Fitzgerald pubblicò il racconto con la medesima trama  in” Tales of the Jazz Age” nel 1922. Fabrizio Dassano propone il saggio dal titolo “Territori del ‘meraviglioso’ in Piemonte: Verrua Savoia” dove partendo dalle geografie del fantastico va alla ricerca del ‘meraviglioso’ nei luoghi reali del Piemonte, descrivendo per la celebre fortezza sabauda alcuni archetipi: la maschera-ritratto come nascita della letteratura gotica moderna nel 1705, riconosciuta da critici francesi e italiani, il pozzo come porta degli inferi, il miracolo della statua animata e infine la presenza dell’ebreo errante al campo ungherese del  1704. Carlo A. M. Burdet con il saggio “La parentela tra Guido Gozzano e il pittore Enrico Paolucci, precisazioni e documenti inediti” esplora intrecci familiari insospettabili e spesso sorprendenti. Paolucci dopo un soggiorno a Parigi, nel 1929 a Torino si unì agli amici pittori  Gigi Chessa, Carlo Levi, Nicola Galante, Francesco Menzio e Jesse Boswell e con loro costituì il Gruppo dei Sei di Torino, sostenuto da Lionello Venturi e Edoardo Persico. Il comune antenato tra Gozzano e Paolucci, secondo l’analisi approfondita di Burdet è la famiglia Mautino, quindi la famiglia della madre del poeta, Diodata. Dario Pasero con “Le case scolopiche della Provincia Ligure e la visita del p. G.B. Rosani (Gennaio-Aprile 1839)” parte da un breve profilo bio-bibliografico del professore, poeta e anche del vescovo e curatore di anime nativo di Acceglio in provincia di Cuneo, pubblicando lettere dal diario privato per la visite alla case scolopiche. Pasero ricostruisce il viaggio del padre Rosani, Preposito Generale dell’Ordine calasanziano  (ordine fondato nel XVII secolo per l’istituzione delle scuole gratuite per i più poveri) dal 3 gennaio al’11 aprile, del 1839, una cronistoria di viaggio attraverso i documenti da Roma a Genova, Torino, Chivasso, Cuneo, Demonte, Mondovì, Ceva, Carcare, Savona, Finale, Oneglia, Voltri, Ovada e Chiavari.  Apre la seconda sezione una nota di Marco Maggi con: “Una fonte settecentesca per il biblismo di Giacomo Leopardi”, poi due interventi del compianto Giuliano Gasca Queirazza, rimasti fino ad oggi inediti e relativi a: “La bosinà della nobiltà di Acqui (1791): esame linguistico” e “Un’attestazione quattrocentesca della parlata di Acqui” risalenti rispettivamente al 2000 e al 2004. Nelle recensioni Dario Pasero parla del carteggio di Leonardo Sciascia e Mario dell’Arco dal 1949 al 1979, pubblicato a Roma da Gengemi Editore nel 2015, mentre Gianluca Benedetti parla di Maurizio Casagrande e Matteo Vercesi che hanno pubblicato “Un altro Veneto, Poeti in dialetto fra Novecento e Duemila” dell’editore Cofine di Roma nel 2014. Michele Curnis invece recensisce le opere di Rodolfo Venditti, “Piccola guida alla grande musica 1. Bach, Beethoven, Händel, Haydin, Mozart, Vivaldi”, giunto alla quarta edizione per Sonda a Casale Monferrato, 2013 e, sempre del medesimo autore, “Ascoltare l’assoluto. Musica classica e annuncio cristiano, terza edizione Effatà editrice, Cantalupa 210. Il riserbo, il rigore e l’entusiasmo intellettuale dell’autore, importante magistrato piemontese, nato a Ivrea nel 1925 costituisce un “caso editoriale” con dieci volumi di guida all’ascolto e numerose ristampe tradotte in numerose lingue tra cui il greco moderno. Ancora Curnis recenscise  di Dario Pasero “Ubach e adrèit. Altre Riflessioni poetiche piemontesi” pubblicato per Pasturana (Alessandria) nel 2016, con prefazione di Herbert Natta. Tra i libri e periodici ricevuti segnalati: “XVII Biennale di Poesia di Alessandria, Atti 2014” a cura di Mauro Ferrari, Aldino Leoni, Elvira Mancuso, sempre per Pasturana.  A cura di Patrizia Deabate, Nino Oxilia, “Canti Brevi”. Di Giovanni Tesio “Stantesèt sonèt” con la prefazione di Leonardo Mondo, Centro Studi Piemontesi, Torino 2015.