Si registrano i soliti furti e le malefatte nelle rubriche di cronaca nera come “Rapporto dalla Ronda” su “La Sentinella del Canavese” e la più generica “Cronaca” de “Il Canavesano”. A Carema accoltellamento per futili motivi, a Villareggia vengono strappati 200 pampini di vite per un danno di 50 lire. Si sospetta di una donna. A Cuceglio nottetempo ignoti penetravano nel pollaio di T. G. rubandovi 12 galline. A Lusigliè invece bottino di 13 galline e 3 conigli per 45 lire di danno. Suicidio a Vische: S. P. in un eccesso di nevrastenia si sparava un colpo di rivoltella. A Salto un ignoto aggrediva O. D. a bastonate levandogli il portafoglio con 5 lire dentro. Prognosi medica di 15 giorni. A Campo Canavese furto con scasso ad opera di D.Z.P., V. P. e V.G. nel magazzino di B.M. ove asportavano commestibili per 30 lire. Invece a Villa Castelnuovo due fratelli e un complice penetrano nella cantina di P.P. e gli rubano 20 litri di vino per 16 lire. Disgrazia a Montestrutto: il casellante ferroviario G.F. rientrando a casa in “istato di ubbriachezza” ruzzolava in una cunetta d’acqua rimanendovi annegato. Pentole rubate ad Alice Superiore, colpaccio da 30 galline a Caluso e 2 secchi di meliga rubati a Pavone Canavese.
Nella rubrica “Saluti dal fronte” leggiamo: “Noi sottoscritti militari che, dal principio della guerra ci troviamo qui, su queste alte e nevose vette Cadorine, sotto il rombo del cannone e della fucileria nemica, preghiamo cotesta spettabile Direzione di voler trasmettere i più cari saluti alle nostre care famiglie, parenti ed amici, ed alle belle e graziose signorine del paese, assicurando tutti che, benché lontani, il nostro cuore è sempre a loro vicino; noi godiamo di ottima salute. Soldati: Giovanni Vachino, Settimo Rottaro, Costantino Ollearo, Piverone, Dionigi Prola, Nomaglio.”
Giunge da Issime la notizia della morte improvvisa di una madre, Margherita Champorney, “Vittima indiretta della guerra” recita il titolo. Pensosa e muta il 25 aprile scorso assisteva alla partenza del figlio richiamato alle armi. Il dolore trafisse a morte il suo cuore il giorno dopo. Così prosegue: “Questa oscura vittima, merita ammirazione, perché rimasta vedova in giovane età, seppe allevare bene i suoi teneri figli. Gioachino e Giacomo, scrupolosi osservatori della volontà materna, prepararono secondo vecchia consuetudine, una modesta refezione a tutti coloro che intervennero ai funerali”.
fd

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