The Last Frontline 1918-2018                       Emotional exhibition of The First World War Side effects: the  conferences in trench. Azeglio (Turin) Italy

 

(According to the existing regulations,valid for the in-service teachers,participant registration time :from 20:45 to 21:00 )

During the exhibition there will be evening openings that organized by the teachers of the Liceo Botta of Ivrea, partner of Artev.

The activity is held at 21:00, near the chapel of Sant’Anna of Azegio (via Calcinaria ). Free entrance until full up.

Silvio Ricciardone

17th October Wednesday 21:00

“War only hygiene of the world”:

the Futurism and the first conflict in the world

 

Daniela Fisanotti

19th October Friday 21:00

Giuseppe Ungaretti and the poems of The First World War

 

 

Orso Maria Piavento

26th October Friday 21:00

The mourning and memory,iconographies of the memorial of the fallen soldiers

 

 Laura Grossi

31st October Wednesday 21:00

The road of the Grande Meaulnes

 

Giovanni Villari

7th November 21:00

The relation between Italy and Albania during The First World War

 

Davide Mindo

10th November Saturday 21:00

The other side of the barbed wire fence – voices and moods of The First World War

 

Grazia Caresio

14th November Wednesday 21:00

Poets of Battle Of Britain (War Poets): sounds and images from the trenches

 

 

最后的前线 1918-2018

第一次世界大战回忆展

 

副作用: 战壕里的会议

(根据现行法规,对在册教师有效,与会者登记时间: 20:45 至 21:00 )

 

展览期间将有在晚上举行的学术交流会,由伊夫雷亚Botta高中的老师主持。交流会计划在21:00开始,在阿泽利奥的Sant’Anna 小礼堂附近(via Calcinaria  )进行。免费进场,满座为止。

 

Silvio Ricciardone

10月17日 周三 21:00

“战争只是世界的清洗”:

未来主义和世界的第一次冲突

 

Daniela Fisanotti

10月19日 周五 21:00

Giuseppe Ungaretti 和第一次世界大战诗集

 

 

Orso Maria Piavento

10月26日 周五 21:00

哀悼和纪念,缅怀烈士图片展

 

 

Laura Grossi

10月31日 周三 21:00

Grande Meaulnes之路

 

Giovanni Villari

11月7日 周三21:00

第一次世界大战期间意大利和阿尔巴利亚的关系

 

Davide Mindo

11月10日周六 21:00

铁丝网的另一边  –  第一次世界大战的声音和情绪

 

Grazia Caresio

11月14日周三 21:00

英国战争诗集: 来自战壕的声音和画面

 

 

 

 

 

L’ULTIMA FRONTE 1918 – 2018 Mostra emozionale di oggetti della Grande Guerra Inaugurazione: 13 ottobre alle ore 16:00 Durata della mostra: 14 ottobre – 15 novembre 2018 Azeglio (Torino) Oratorio di Sant’Anna

Ingressi mostra: Feriali: dalle ore 15:00 alle ore 18:30, mattino su prenotazione ai numeri: 339 8654947 e 3476773249 Sabato domenica e festivi: dalle ore 10: 00 alle ore 12:00 e dalle ore 15:00 alle ore 18:30

GLI STUDI, L’IDEA E IL PROGETTO

locandina l'ultima fronte-ridotta Leggi altro

Dario Pasero, Aa. Vv., Una tragedia senza poeta-Poesia in dialetto sulla Grande guerra: testi e contesti

a cura di M. Mancini; Roma (il cubo) 2016; pp. 543; euro 35.

La ricorrenza dei 100 anni dall’inizio della I guerra mondiale è servita, oltre che a mettere in luce tutto un corredo di retorica e di nazionalismo di cui francamente non sentivamo il bisogno, anche a riflettere in modo criticamente intelligente sulle vicende che portarono allo scoppio della guerra, all’intervento italiano ed allo svilupparsi successivo degli episodi bellici. In questa riflessione a 360° non poteva mancare (e giustamente) anche l’attenzione a quella parte della letteratura di quegli anni in qualche modo “nata” con e per la guerra e, quindi, anche agli scrittori che, nelle varie parlate locali dell’Italia (regno e terre “irredente”), toccarono con le loro opere (principalmente poetiche, ma non solo) le varie tematiche legate alla guerra ed alle sue conseguenze.

Con l’appoggio della Presidenza del Consiglio dei Ministri (Struttura di Missione per gli Anniversari di interesse nazionale) la Casa editrice «il Cubo» di Roma ha fatto uscire un volume miscellaneo, curato da Massimiliano Mancini, dal titolo Una tragedia senza poeta, che, come recita il sottotitolo, affronta il tema della Poesia in dialetto sulla Grande guerra: testi e contesti.

In questo volume di ben 543 pagine esperti delle varie letterature regionali e locali della penisola ci offrono un quadro ben articolato e dettagliato di quanti abbiano scelto la loro parlata locale per esprimere o l’amor di patria e la passione guerresca o, al contrario, la disapprovazione per una guerra sentita come inutile e, soprattutto, terribile e devastante per il nostro paese, oppure ancora la propria ammirazione verso i combattenti e il disprezzo per gli imboscati e, soprattutto, per gli approfittatori (i “pescicani”), oppure esprimere il punto di vista di madri, padri, figli, fidanzate che vedevano i propri cari partire per il fronte… e forse non rivederli più.

Dopo una densa Nota introduttiva del Curatore del volume, che mette a confronto le due produzioni poetiche (in lingua ed in dialetto) sul tema della guerra, ci troviamo di fronte a 17 interventi che, pur non coprendo l’intero territorio nazionale, danno comunque un quadro pressoché completo della produzione dialettale del tempo di guerra. Mancano infatti interventi sull’Emilia e sull’Umbria e su tutte le regioni meridionali (escluse Campania, Sicilia e Sardegna), ma in compenso abbiamo il contributo di Daniela Armocida su I canti della Grande guerra nella critica contemporanea (pp. 509-526); e inoltre la Lombardia è presente con due testimonianze, sulla regione in generale e su Milano in particolare, e in essa spicca la figura del grande Delio Tessa (opera rispettivamente di Cecilia Demuru e di Mauro Novelli), allo stesso modo Friuli e Trieste sono presenti con ben tre contributi, rispettivamente di Valentina Cipriani (sulla letteratura friulana in tempo di guerra), Davide Pettinicchio (sui poeti friulani dopo la guerra e la “lunga durata” del conflitto, giungendo fino a Pasolini) e di Edda Serra (sul poeta triestino Giulio Camber Barni); anche Roma ha l’onore di due interventi, uno più generale (di Marcello Teodonio) sui poeti romaneschi, ed uno più specifico (di Franco Onorati) sull’opera di Mario Fagiolo (non ancora dell’Arco) dedicata alla figura di Enrico Toti.

La nostra terra piemontese è rappresentata da Dario Pasero, che ci dà una carrellata su alcuni scrittori di poesia (soprattutto Piero Sansalvadore, scrittore poco noto ma di discreto spessore, autore di un’unica raccolta dedicata appunto alla Grande guerra) e di teatro (Leon Alberto Segre), ma soprattutto domina la figura di “nostra maggior Musa” Fiorenzo T«oso (almeno per la prima metà del secolo scorso), cioè il torinese Nino Costa, che ci ha lasciato una serie non ampia ma significativa di quadretti dedicati soprattutto a figure ora positive (il soldato che parte per il fronte) ora negative (i profittatori, gli imboscati) presenti in quegli anni di guerra. Abbiamo poi la Liguria (soprattutto Genova, presentataci da Fiorenzo Toso), il Trentino, che, come il Friuli, ci dà un quadro della guerra che, per motivi geo-politici, risulta “dall’interno” di essa (Elio Fox), il Veneto (Francesco Piga), la Romagna di Aldo Spallicci (Luca D’Onghia), le Marche (Manlio Baleani), Napoli e la Campania, in cui spicca la figura del compositore E. A. Mario (Fulvio Tuccillo), la Sicilia (Lucio Zinna) e la Sardegna (Dino Manca).

Chiude il volume un utilissimo Indice dei nomi.

Dario Pasero

La famiglia luese dij Saro’ nella Prima Guerra Mondiale (1915 – 1918)

Franco Zaio (Associazione culturale “San Giacomo” di Lu Monferrato), 21 maggio 2016

Vi racconto della mia famiglia ai tempi della Prima Guerra Mondiale. Con questo voglio ricordare le 400 e più famiglie di Lu che vissero il dramma di avere uno o più cari al fronte. Due famiglie ne ebbero cinque sotto le armi: coj ’d Crispa (dla Milla) e coj ’d Do’. Otto famiglie ne ebbero quattro. Furono circa 530 i giovani luesi che dovettero indossare la divisa per andare a combattere; 93 di loro morirono nel corso del conflitto; e tra questi prodi, quattro le coppie di fratelli: coj ’d Giòni (dël poss dël cmé) coj ’d Do’, coj do Gisep (Colli)’d Montäut e coj do Saro’, i miei zii.

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Ivrea, IV Novembre 2016

Una rappresentanza degli studenti guidati dalla preside del Liceo, professoressa Lucia Mongiano, ha portato alla cerimonia ufficiale del IV Novembre a Ivrea, brevi storie di ragazzi del liceo caduti nella Prima Guerra Mondiale. La classe 5° sezione G, dopo alcuni incontri sul tema con la professoressa Elisa Benedetto e con lo scrivente, hanno studiato alcuni aspetti del primo conflitto mondiale attraverso i documenti dell’Archivio storico scolastico e accettato di leggere alcune parole dedicate ai loro ex compagni di scuola morti un secolo prima, poco tempo dopo aver lasciato i banchi di scuola per andare a combattere come ufficiali di complemento. La lettura è avvenuta durante la cerimonia ufficiale con le Leggi altro

Ivrea, aprile 1916

Verso il secondo anno di guerra le materie prime iniziano a scarseggiare e la cosa si sente anche in provincia. Proprio in quest’anno chiude “Lo Staccio”, giornale letterario fondato a Rivarolo da Celeste Ferdinando Scavini per mancanza di carta. Le cartiere Giacomo Bosso pubblicano poi annunci in cui si cercava la carta vecchia, di qualunque genere, anche già scritta. Vecchi libri e manoscritti si acquistano alla libreria Dante di Torino. I generi Leggi altro

Ivrea maggio 1916… dai giornali dell’epoca.

Si registrano i soliti furti e le malefatte nelle rubriche di cronaca nera come “Rapporto dalla Ronda” su “La Sentinella del Canavese” e la più generica “Cronaca” de “Il Canavesano”. A Carema accoltellamento per futili motivi, a Villareggia vengono strappati 200 pampini di vite per un danno di 50 lire. Si sospetta di una donna. A Cuceglio nottetempo ignoti penetravano nel pollaio di T. G. rubandovi 12 galline. A Lusigliè invece Leggi altro

Ivrea, novembre 1915

 

 

Si parla festosamente, dell’aviatore eporediese Vittorio Torta, il primo in città che ha conseguito il brevetto di volo all’aeroporto di Cameri alla scuola Gabardini. L’emporio Drapperie, Lanerie, Seterie, Biancherie etc. Primaria Sartoria per Uomo, Acquadro Giacomo, offre un ricchissimo assortimento di stoffe inglesi e nazionali. Studenti! È invece lo slogan della Cartoleria Garda per libri di testo per le scuole elementari, Tecniche, Leggi altro