L’ULTIMA FRONTE 1918 – 2018 Mostra emozionale di oggetti della Grande Guerra Inaugurazione: 13 ottobre alle ore 16:00 Durata della mostra: 14 ottobre – 15 novembre 2018 Azeglio (Torino) Oratorio di Sant’Anna

Ingressi mostra: Feriali: dalle ore 15:00 alle ore 18:30, mattino su prenotazione ai numeri: 339 8654947 e 3476773249 Sabato domenica e festivi: dalle ore 10: 00 alle ore 12:00 e dalle ore 15:00 alle ore 18:30

GLI STUDI, L’IDEA E IL PROGETTO

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Dario Pasero, Aa. Vv., Una tragedia senza poeta-Poesia in dialetto sulla Grande guerra: testi e contesti

a cura di M. Mancini; Roma (il cubo) 2016; pp. 543; euro 35.

La ricorrenza dei 100 anni dall’inizio della I guerra mondiale è servita, oltre che a mettere in luce tutto un corredo di retorica e di nazionalismo di cui francamente non sentivamo il bisogno, anche a riflettere in modo criticamente intelligente sulle vicende che portarono allo scoppio della guerra, all’intervento italiano ed allo svilupparsi successivo degli episodi bellici. In questa riflessione a 360° non poteva mancare (e giustamente) anche l’attenzione a quella parte della letteratura di quegli anni in qualche modo “nata” con e per la guerra e, quindi, anche agli scrittori che, nelle varie parlate locali dell’Italia (regno e terre “irredente”), toccarono con le loro opere (principalmente poetiche, ma non solo) le varie tematiche legate alla guerra ed alle sue conseguenze.

Con l’appoggio della Presidenza del Consiglio dei Ministri (Struttura di Missione per gli Anniversari di interesse nazionale) la Casa editrice «il Cubo» di Roma ha fatto uscire un volume miscellaneo, curato da Massimiliano Mancini, dal titolo Una tragedia senza poeta, che, come recita il sottotitolo, affronta il tema della Poesia in dialetto sulla Grande guerra: testi e contesti.

In questo volume di ben 543 pagine esperti delle varie letterature regionali e locali della penisola ci offrono un quadro ben articolato e dettagliato di quanti abbiano scelto la loro parlata locale per esprimere o l’amor di patria e la passione guerresca o, al contrario, la disapprovazione per una guerra sentita come inutile e, soprattutto, terribile e devastante per il nostro paese, oppure ancora la propria ammirazione verso i combattenti e il disprezzo per gli imboscati e, soprattutto, per gli approfittatori (i “pescicani”), oppure esprimere il punto di vista di madri, padri, figli, fidanzate che vedevano i propri cari partire per il fronte… e forse non rivederli più.

Dopo una densa Nota introduttiva del Curatore del volume, che mette a confronto le due produzioni poetiche (in lingua ed in dialetto) sul tema della guerra, ci troviamo di fronte a 17 interventi che, pur non coprendo l’intero territorio nazionale, danno comunque un quadro pressoché completo della produzione dialettale del tempo di guerra. Mancano infatti interventi sull’Emilia e sull’Umbria e su tutte le regioni meridionali (escluse Campania, Sicilia e Sardegna), ma in compenso abbiamo il contributo di Daniela Armocida su I canti della Grande guerra nella critica contemporanea (pp. 509-526); e inoltre la Lombardia è presente con due testimonianze, sulla regione in generale e su Milano in particolare, e in essa spicca la figura del grande Delio Tessa (opera rispettivamente di Cecilia Demuru e di Mauro Novelli), allo stesso modo Friuli e Trieste sono presenti con ben tre contributi, rispettivamente di Valentina Cipriani (sulla letteratura friulana in tempo di guerra), Davide Pettinicchio (sui poeti friulani dopo la guerra e la “lunga durata” del conflitto, giungendo fino a Pasolini) e di Edda Serra (sul poeta triestino Giulio Camber Barni); anche Roma ha l’onore di due interventi, uno più generale (di Marcello Teodonio) sui poeti romaneschi, ed uno più specifico (di Franco Onorati) sull’opera di Mario Fagiolo (non ancora dell’Arco) dedicata alla figura di Enrico Toti.

La nostra terra piemontese è rappresentata da Dario Pasero, che ci dà una carrellata su alcuni scrittori di poesia (soprattutto Piero Sansalvadore, scrittore poco noto ma di discreto spessore, autore di un’unica raccolta dedicata appunto alla Grande guerra) e di teatro (Leon Alberto Segre), ma soprattutto domina la figura di “nostra maggior Musa” Fiorenzo T«oso (almeno per la prima metà del secolo scorso), cioè il torinese Nino Costa, che ci ha lasciato una serie non ampia ma significativa di quadretti dedicati soprattutto a figure ora positive (il soldato che parte per il fronte) ora negative (i profittatori, gli imboscati) presenti in quegli anni di guerra. Abbiamo poi la Liguria (soprattutto Genova, presentataci da Fiorenzo Toso), il Trentino, che, come il Friuli, ci dà un quadro della guerra che, per motivi geo-politici, risulta “dall’interno” di essa (Elio Fox), il Veneto (Francesco Piga), la Romagna di Aldo Spallicci (Luca D’Onghia), le Marche (Manlio Baleani), Napoli e la Campania, in cui spicca la figura del compositore E. A. Mario (Fulvio Tuccillo), la Sicilia (Lucio Zinna) e la Sardegna (Dino Manca).

Chiude il volume un utilissimo Indice dei nomi.

Dario Pasero

La famiglia luese dij Saro’ nella Prima Guerra Mondiale (1915 – 1918)

Franco Zaio (Associazione culturale “San Giacomo” di Lu Monferrato), 21 maggio 2016

Vi racconto della mia famiglia ai tempi della Prima Guerra Mondiale. Con questo voglio ricordare le 400 e più famiglie di Lu che vissero il dramma di avere uno o più cari al fronte. Due famiglie ne ebbero cinque sotto le armi: coj ’d Crispa (dla Milla) e coj ’d Do’. Otto famiglie ne ebbero quattro. Furono circa 530 i giovani luesi che dovettero indossare la divisa per andare a combattere; 93 di loro morirono nel corso del conflitto; e tra questi prodi, quattro le coppie di fratelli: coj ’d Giòni (dël poss dël cmé) coj ’d Do’, coj do Gisep (Colli)’d Montäut e coj do Saro’, i miei zii.

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Ivrea, IV Novembre 2016

Una rappresentanza degli studenti guidati dalla preside del Liceo, professoressa Lucia Mongiano, ha portato alla cerimonia ufficiale del IV Novembre a Ivrea, brevi storie di ragazzi del liceo caduti nella Prima Guerra Mondiale. La classe 5° sezione G, dopo alcuni incontri sul tema con la professoressa Elisa Benedetto e con lo scrivente, hanno studiato alcuni aspetti del primo conflitto mondiale attraverso i documenti dell’Archivio storico scolastico e accettato di leggere alcune parole dedicate ai loro ex compagni di scuola morti un secolo prima, poco tempo dopo aver lasciato i banchi di scuola per andare a combattere come ufficiali di complemento. La lettura è avvenuta durante la cerimonia ufficiale con le Leggi altro

Ivrea, aprile 1916

Verso il secondo anno di guerra le materie prime iniziano a scarseggiare e la cosa si sente anche in provincia. Proprio in quest’anno chiude “Lo Staccio”, giornale letterario fondato a Rivarolo da Celeste Ferdinando Scavini per mancanza di carta. Le cartiere Giacomo Bosso pubblicano poi annunci in cui si cercava la carta vecchia, di qualunque genere, anche già scritta. Vecchi libri e manoscritti si acquistano alla libreria Dante di Torino. I generi Leggi altro

Ivrea maggio 1916… dai giornali dell’epoca.

Si registrano i soliti furti e le malefatte nelle rubriche di cronaca nera come “Rapporto dalla Ronda” su “La Sentinella del Canavese” e la più generica “Cronaca” de “Il Canavesano”. A Carema accoltellamento per futili motivi, a Villareggia vengono strappati 200 pampini di vite per un danno di 50 lire. Si sospetta di una donna. A Cuceglio nottetempo ignoti penetravano nel pollaio di T. G. rubandovi 12 galline. A Lusigliè invece Leggi altro

Ivrea, novembre 1915

 

 

Si parla festosamente, dell’aviatore eporediese Vittorio Torta, il primo in città che ha conseguito il brevetto di volo all’aeroporto di Cameri alla scuola Gabardini. L’emporio Drapperie, Lanerie, Seterie, Biancherie etc. Primaria Sartoria per Uomo, Acquadro Giacomo, offre un ricchissimo assortimento di stoffe inglesi e nazionali. Studenti! È invece lo slogan della Cartoleria Garda per libri di testo per le scuole elementari, Tecniche, Leggi altro